La nostra Șezătoare di luglio – Un tempo condiviso, fatto di fili, racconti, tradizione e bellezza
25 Luglio 2026
Il 25 luglio ci siamo ritrovate ancora una volta alla nostra Șezătoare, con la gioia di rivederci e, soprattutto, di vedere a che punto è arrivata ciascuna delle partecipanti che ha scelto di unirsi a questo progetto.
Ogni camicia tradizionale, ogni ie, ha il proprio ritmo. Alcune sono più vicine alla conclusione, altre stanno appena iniziando a prendere forma. Ma, indipendentemente dalla fase in cui ci troviamo, siamo tutte nel pieno di un processo creativo, e ogni piccolo passo avanti merita di essere visto, apprezzato e incoraggiato.
Perché il lavoro fatto a mano richiede tempo. Richiede pazienza, perseveranza e attenzione. E il lavoro e la perseveranza meritano di essere ricompensati.
Per questo, con tanto affetto, abbiamo regalato a Dana, la nostra generosa padrona di casa, il tessuto per una nuova ie. Dana ha già terminato la sua prima camicia, che ora aspetta di essere assemblata, il momento in cui tutti i pezzi realizzati con pazienza verranno finalmente uniti per dare forma al capo completo.
E, poiché la sua generosità non si ferma qui, Dana si è offerta di cucire una ie per una bambina di 10 anni, seguendo un modello scelto dalla mamma e dalla nonna. Un gesto che ci rende ancora più felici, perché racconta, a modo suo, la storia che desideriamo portare avanti.
Desideriamo che le bambine e i ragazzi di oggi ci vedano cucire.
Che possano scoprire la bellezza del lavoro fatto lentamente, con cura e pazienza. Che possano capire che la pazienza può creare qualcosa destinato a durare. E, soprattutto, che sappiano di poter avere fiducia in un gruppo di donne adulte capaci di insegnare loro, con dolcezza e gioia, il valore del lavoro fatto con le mani, con la mente e con il cuore.
Un pensiero speciale va anche a Valentina, la nostra fotografa, che invitiamo non solo a raccontare attraverso le sue immagini i nostri incontri, ma, perché no, a sedersi un giorno accanto a noi e iniziare anche lei a cucire.
Un apprezzamento particolare va ad Angela, che ha saputo creare un vero piccolo angolo da sogno: libri sul cucito, oggetti della tradizione, fiori e basilico, tutto disposto con un gusto davvero raffinato. Un angolo che non è stato soltanto bello da vedere, ma che ha saputo creare quell’atmosfera speciale in cui la tradizione sembra tornare naturalmente a far parte della nostra vita.
E, naturalmente, una Șezătoare non sarebbe stata la stessa senza le bontà preparate da Dana e Olga, né senza i dolci preparati con tanto affetto dalla mamma di Catalina. Perché anche il cibo, proprio come il cucito, ha il suo modo speciale di riunire le persone intorno alla stessa tavola.
E tra tutte le immagini di questo incontro, forse una delle più care è quella della piccola Catalina, insieme alla giovane figlioccia di Angela.
È per loro, e per tutte le bambine e le ragazze che verranno dopo di noi, che organizziamo, in fondo, queste Șezători.
Perché la tradizione non rimanga soltanto in un libro o in un museo.
Perché la ie non sia soltanto un oggetto bello da indossare, ma una storia che le mani possono raccontare e trasmettere.
Perché le nuove generazioni crescano vedendo donne che cuciono, creano, imparano le une dalle altre e si ritrovano insieme intorno alla bellezza del lavoro fatto con pazienza e cura.
È così che una tradizione si trasmette: non soltanto raccontandola, ma vivendola insieme.
E forse questo è il dono più bello che possiamo lasciare a chi verrà dopo di noi: non soltanto una ie, ma la consapevolezza che la bellezza si può imparare, la pazienza si può coltivare e le cose create insieme possono diventare parte di ciò che siamo.